Cos'è
Per il Tea Letterario di aprile tre letture che promettono conversazioni vivaci: un noir sardo che esplora l’arte del delitto, un pamphlet civile e illustrato su Gaza, e una raccolta medievale irriverente curata da Alessandro Barbero. Scopri sotto i punti salienti di ciascun volume per prepararti al dibattito.
Appuntamento per giovedì 23 aprile alle 17:00 in Biblioteca Civica - Biblioteca Multimediale Simpliciana, Olbia
Il nido del corvo — Piergiorgio Pulixi
• Genere: thriller / noir.
• Trama essenziale: una giovane donna scompare nella Penisola del Sinis; sei mesi dopo il cellulare si riaccende e gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano una mano femminile perfettamente conservata, firma di un killer che tratta l’omicidio come opera d’arte.
• Perché parlarne: il romanzo apre un nuovo universo narrativo per Pulixi, mette in scena una coppia investigativa contrapposta (metodo vs istinto) e usa la Sardegna come paesaggio psicologico che amplifica la tensione. È ideale per discutere confine tra arte e follia, rappresentazione della violenza e costruzione del “mostro” nella fiction contemporanea.
Per Gaza — Tomaso Montanari e Marco Sauro
• Genere: saggio breve illustrato / pamphlet civile.
• Contenuto chiave: testo e tavole che denunciano la tragedia nella Striscia di Gaza: fame come arma, cancellazione culturale, censura e resistenza civile e artistica. Il libro è un appello all’azione e alla responsabilità delle opinioni pubbliche.
• Perché parlarne: offre materiale per una conversazione su etica, impegno civile e ruolo dell’arte come testimonianza; le illustrazioni di Marco Sauro non sono semplici didascalie ma un controcanto visivo che amplia il testo. Utile per chi vuole discutere come la letteratura e l’arte rispondono alle crisi contemporanee.
La voglia dei cazzi e altri fabliaux medievali — a cura di Alessandro Barbero
• Genere: antologia / traduzioni di fabliaux medievali.
• Caratteristiche: venti fabliaux in traduzione vivace, testi duecenteschi spesso erotici, satirici e dissacranti che mostrano un Medioevo meno “repressivo” di quanto si immagini. Barbero propone una traduzione accessibile e ironica che mette in luce la vivacità linguistica e morale del corpus.
• Perché parlarne: perfetto per conversazioni leggere e sorprendenti sul tabù, il linguaggio e la continuità culturale; stimola riflessioni su come il passato parli al presente con tono giocoso e provocatorio.
A chi è rivolto
Per tutti
Date e orari
23 apr
23
apr
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Allegati
Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2026, 08:58